Thierry l’autista di Zoodo
Lo conosco da tanti anni. Fisico corpulento, da boxeur. Servizievole al punto di metterti a disagio. Mi chiama “patron”! Più volte gli ho detto di darmi del tu. Non riesce. Guida in modo tranquillo, attento, deciso. Si destreggia nel traffico della capitale Ougadougou con agio e sicurezza. Non beve e si presta senza batter ciglio per ogni compito che gli si assegna. Non mi lascia mai portare, anche se ogni volta ci riprovo, i bagagli, pur piccoli e leggeri. Con difficoltà, per la sua grande discrezione, sono riuscito, a Ouagadougou, a invitarlo a pranzare con me, al “Verdoyant” un paio di volte, il ristorante della capitale solitamente frequentato da europei, turisti o burkinabé benestanti.
Di fronte a ogni imprevisto o contrattempo, così come di fronte a malattie o situazioni drammatiche di cui discutiamo, mi ripete, con convinzione, “Dieu est grand, ne t’en fais pas, tu verras, Dieu est grand”.
Si occupa con impegno e cura della Toyota 4×4 dell’Associazione Zoodo, veicolo con una durata di vita che ha superato i 700’000 km e che ora sta cadendo quasi a pezzi. La manopola del finestrino, ogni volta che abbasso il vetro, mi rimane in mano. Il suo motore, all’accensione, è asmatico, ansimante e sembra sempre, ormai, essere giunto al definitivo capolinea. Il motorino d’accensione pare lasciarci a ogni ripartenza, ma Thierry riesce, con perseveranza e pazienza, a “tenerlo in vita” e a farlo ripartire, auscoltandone, come un medico, i suoi battiti, così come tiene ancora in vita la TOYOTA che Beogo ha finanziato .
Franco Losa, Ougadougou, 20 gennaio 2026
